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Bourbon vs Tennessee Whiskey: Le Differenze Fondamentali

La confusione tra bourbon e Tennessee whiskey è comprensibile: entrambi sono whiskey americani a base di mais, entrambi vengono invecchiati in botti di quercia americana nuova carbonizzata, entrambi provengono dal Sud degli Stati Uniti, e le bottiglie nei bar spesso riposano fianco a fianco. Eppure esistono differenze reali — normative, geografiche e organolettiche — che distinguono i due prodotti, e comprenderle aiuta ad apprezzarli meglio entrambi.

Il punto di partenza è la domanda più semplice: tutti i Tennessee whiskey sono bourbon, ma non tutti i bourbon sono Tennessee whiskey. Il Tennessee whiskey è un sottocategoria geografica con un requisito di produzione aggiuntivo — il Lincoln County Process — che lo distingue dal bourbon ordinario. Il bourbon, a sua volta, non è necessariamente del Kentucky: può essere prodotto in qualsiasi stato americano, purché rispetti i requisiti federali.

I requisiti del bourbon

Per potersi chiamare bourbon, un whiskey americano deve soddisfare una serie di condizioni precise stabilite dalla legge federale americana:

La mash bill — la ricetta dei cereali — deve contenere almeno il 51% di mais. In pratica, i bourbon commerciali usano generalmente mais tra il 65% e il 80%, con quote variabili di malto d'orzo (necessario per gli enzimi saccarificanti) e rye o frumento. I bourbon rye-heavy (come Wild Turkey o Four Roses) hanno note speziate più pronunciate; quelli wheat-heavy (come Maker's Mark o Weller) sono più morbidi e dolci.

La distillazione deve avvenire a non oltre 160 proof (80% vol.). Il riempimento delle botti deve avvenire a non oltre 125 proof (62,5% vol.). Le botti devono essere di quercia americana nuova — non riciclata — e devono essere carbonizzate internamente (non semplicemente tostate). Non possono essere aggiunti coloranti, aromi o additivi di alcun tipo. L'imbottigliamento deve avvenire a un minimo di 80 proof (40% vol.).

Non c'è un requisito geografico per il bourbon — può essere prodotto in qualsiasi stato — né un requisito minimo di invecchiamento, tranne per i Straight Bourbon, che devono invecchiare almeno due anni. Tuttavia, qualsiasi bourbon invecchiato meno di quattro anni deve riportare l'età in etichetta.

I requisiti del Tennessee Whiskey

Il Tennessee whiskey deve rispettare tutti i requisiti del bourbon, ma aggiunge un requisito fondamentale: il Lincoln County Process. Questo processo prevede che il distillato, prima di essere immesso in botte, venga filtrato attraverso strati di carbone di acero dolce (Acer saccharum). Il carbone viene prodotto bruciando legno di acero dolce e raccogliendone le braci; il distillato vi gocciola attraverso lentamente, per periodi che possono andare da qualche giorno a diverse settimane. Il processo rimuove alcuni composti fusel e aggiunge una morbidezza caratteristica al profilo finale.

Il Lincoln County Process prende il nome dalla storica contea del Tennessee dove fu originariamente sviluppato, anche se è una coincidenza geografica ironica che Jack Daniel's — il produttore più famoso di Tennessee whiskey — sia situato nella Contea di Moore, non nella Contea di Lincoln. Il nome si è semplicemente solidificato prima che i confini amministrativi venissero ridisegnati.

Il Tennessee Whiskey State Act del 2013 ha codificato la definizione a livello statale, specificando anche che il Tennessee whiskey deve essere prodotto nel Tennessee, deve usare una mash bill con almeno 51% di mais e deve essere invecchiato in botti di quercia americana nuova carbonizzata nel Tennessee.

Jack Daniel's e George Dickel: i due grandi

Il mondo del Tennessee whiskey è dominato da due produttori storici.

Jack Daniel's Distillery a Lynchburg, fondata nel 1866 dal distillatore Jasper Newton "Jack" Daniel, è la distilleria americana più esportata al mondo. Il suo Old No. 7 — la famosa bottiglia quadrata con etichetta nera — è uno dei distillati più venduti globalmente. Il processo produttivo prevede una mash bill di mais-rye-malzo, fermentazione in vasche di ciprino aperte, distillazione in colonne di rame, e filtrazione attraverso tre metri di carbone di acero dolce. Il portfolio include anche il Gentleman Jack (doppia filtrazione al carbone) e il Jack Daniel's Single Barrel Select.

George Dickel Distillery a Cascade Hollow, nel Tullahoma, è il secondo produttore storico di Tennessee whiskey. Il suo approccio differisce da Jack Daniel's in un dettaglio significativo: il distillato viene raffreddato prima della filtrazione al carbone, un processo che secondo l'azienda rimuove ulteriori impurità. Il George Dickel No. 12 è apprezzato per la sua morbidezza e complessità. Il portfolio include anche edizioni barrel select e versioni invecchiate più a lungo.

Le differenze al palato

La domanda pratica è: come si distinguono al palato? Generalizzando necessariamente, i Tennessee whiskey tendono ad avere un profilo leggermente più morbido e levigato rispetto ai bourbon equivalenti, grazie all'azione del carbone. Le note speziate del rye sono presenti ma smorzate; la dolcezza del mais è più in primo piano. Non c'è una differenza drammatica — entrambe le categorie producono whiskey di alta qualità con grande variabilità interna — ma la filtrazione al carbone aggiunge un livello di morbidezza che è distintivo.

I bourbon non filtrati al carbone (o filtrati solo con filtri a freddo standard) esprimono in modo più diretto i composti aromatici estratti dal legno e derivati dalla distillazione: note di caramello, vaniglia, spezie del rye, con una struttura più vivace e a volte più assertiva.

Esplorare entrambe le categorie

Per visitare le distillerie del Kentucky, del Tennessee e degli altri stati produttori di whiskey americano, consulta la mappa delle distillerie e scopri dove si concentra la produzione di bourbon e Tennessee whiskey di qualità.

Il modo migliore per capire le differenze tra le due categorie rimane il confronto diretto: un buon Old No. 7 o George Dickel No. 12 di fianco a un Wild Turkey 101, a un Maker's Mark o a un Knob Creek. Le differenze sono reali, anche se sottili, e il confronto è, nel senso più letterale della parola, piacevole.